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Guareschi a Trepalle: l'incontro con don Parenti

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Guareschi a Trepalle: l'incontro con don Parenti

“Nel ritorno è necessario fermarsi a Trepalle che è (fra i paesi d’Europa abitati tutto l’anno) il più alto. Al centro di Trepalle (500 anime) sorge il più bel monumento della Valtellina: don Alessandro Parenti con la sua scuola e la sua chiesa che sono le più alte d’Europa (2.100 metri). E le ha tirate su lui, assieme all’asilo per i più piccolini. […] E io vi dico di andare a far visita a don Parenti, presidente della repubblica extradoganale di Trepalle. E lassù da 20 anni, è secco e solido e, quando parla, gesticola e urla”

Questo è quanto scrisse Giovannino Guareschi per “Valtellina e Val Chiavenna” nel 1948. Nell’estate di quell’anno il celebre scrittore visitò Trepalle e conobbe il suo caratteristico parroco, don Alessandro Parenti. Guareschi rimase molto colpito da quello che vide e sentì, tanto da dedicare a Trebilie, ovvio rifacimento letterario del paese di Trepalle, la prima storia di “Gente così”, comparsa su “Candido” il 10 ottobre 1948. A Trebilie, composto da una manciata di case buttate in cima a un monte, c’era tutta la gente necessaria a rendere vivo un paese, il sindaco Giusà, il contrabbandiere Giàn e sopra tutti l’arciprete, che pareva proprio don Parenti. La graffiante energia che questo parroco di montagna metteva nel risolvere le cose materiali, la carità e la sensibilità mistica nello svolgere la sua opera pastorale avevano affascinato Guareschi tanto che a questa figura si ispirò anche nello scrivere le avventure di don Camillo in Mondo Piccolo, in particolare nelle pagine di “Storie dell’esilio e del ritorno”.

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